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Rèis


Il primo cd

con Domig Bouchaud


…I viaggi in Bretagna, l'amicizia con Dominig, mi hanno fatto conoscere i grandi valori dell'identità e dell'appartenenza che pian piano sono diventati come lenti attraverso cui osservare, studiare e accogliere diversità di culture e tradizioni. Accostandomi a linguaggi diversi, ho compreso l'importanza di ritornare alle mie radici ed ho cominciato così un viaggio a ritroso nel tempo.

Sono tornato all'infanzia, agli anni passati in un piccolo paese a cavallo tra la provincia di Cuneo e quella di Asti sulle sponde del Tanaro, Canove di Govone. Un percorso emozionante, facilitato da una guida insperata, Teresa Viarengo, ritrovata per caso, su una bancarella, in Canté Bergera (testi e relativo CD) edito dalla Regione Piemonte nel 1995, a cura di Roberto Leydi, con registrazioni da lui stesso fatte negli anni 1964/1965.

Ho così scoperto una piccolissima parte di una vera e propria miniera, di ballate e melodie, fortunatamente  

registrate negli Anni '60 da Franco Coggiola (uno dei

grandi ricercatori dello storico Istituto De Martino), conterraneo della stessa Viarengo. In questa antica magia espressiva ho ritrovato il ricordo di persone, cose, paesaggi, fatti, che non immaginavo essere ancora così nitidi e presenti. Erano frammenti intensi, quasi reali.

Ritrovavo il canto dell'osteria e dei musicanti girovaghi che facevano da colonna sonora alle mie estati di bambino e… a poco a poco… tutto diventava musica per la mia arpa.

Un secondo riferimento è stato il lavoro di Cantovivo (da trent'anni uno dei più prestigiosi gruppi del folk-revival italiano e internazionale), soprattutto in quello proveniente dalle ricerche e dalle riesecuzioni di Alberto Cesa e di Donata Pinti, di Cantovivo a lungo la voce-regina, prima di intraprendere un'importante carriera solista. Per questo li ho voluti nel mio lavoro che termina proprio con Escriveto, versione franco provenzale della ballata piemontese ël mòro sarasin, primo brano tradizionale ascoltato in stile riproposta, e che segnò decisamente il mio interesse per la musica tradizionale.

Gli altri brani di questo CD sono una sintesi del mio percorso che nasce dall'incontro con la musica bretone e con Dominig Bouchaud, incontro che si è approfondito nel corso degli anni.

Dominig mi ha incoraggiato nel proseguire questa ricerca all'interno del mio repertorio di musica tradizionale che oggi si concretizza in questo lavoro.

Si parte idealmente con la struggente piemontesità de Gli Anelli, un brano che ha affascinato moltissimo Dominig, attraversa quindi la musica bretone con la magia della voce di Anne, grandissima interprete di una tradizione che rimanda al mondo bretone così come io l'ho conosciuto, autentico e vero, ritorna alla scoperta della musica piemontese sottolineata dalle suggestioni narrative di Alberto e della sua ghironda e dalla splendida voce di Donata…

Per finire, credo che di questo incontro tra la tradizione musicale piemontese e quella bretone vadano segnalati in modo speciale due brani: Ar c'hallez vihan, cantata da Anne sulla melodia della ballata piemontese Cecilia, e Marion cantata da Donata, con un testo piemontese scritto da lei stessa, sulla melodia di Eliz Iza vero e proprio cult del repertorio bretone.

Sono una fusione che è stata voluta da tutti noi per rendere evidente quella contaminazione che non è stile esecutivo o tendenza passeggera, ma realtà di fatto da sempre esistita nella tradizione popolare europea.